- Hong Kong
di tiziana d'andrea
- - Novembre 1999 -
E' passato tanto tempo dal mio viaggio ad Hong Kong eppure ancora porto dentro di me un po' di quei giorni in cui ho vissuto senza preoccuparmi del lavoro, del traffico e di tutte le altre cose spesso noiose che circondano la nostra vita quotidiana. Giornate divertenti e spensierate anche se contornate di quella tensione e confusione necessaria e dovuta all'importanza di un evento quale il 5° Campionato del Mondo di Wushu. Con nostalgia ripenso alle mie colazioni in albergo, occasioni di incontro con tutti gli altri atleti e tecnici, al cibo non sempre "delizioso" e di mio gusto, alle nostre faccette ormai rassegnate nel mangiare sempre le stesse cose. Ricordo le passeggiate da turisti nella Hong Kong tecnologica e metropolitana, persi e rapiti dalle insegne dei negozi di elettronica disposte in orizzontale, sull'esterno del negozio ed una attaccata all' altra ma se fosse passato un camion piu' alto di tutti gli altri cosa sarebbe successo la' in mezzo ?- La piccola bottega del fotografo in cui mi sono fatta fare le fototessere per il pass, la farmacia dove abbiamo comprato il Ginseng a poche lire, alla faccia di quelli che a Roma lo fanno pagare quasi un occhio della testa!
- Insomma tutta un'altra vita rispetto a quella quotidiana che avevo fatto fino a pochi giorni prima di partire.
...Ah! ... - Che bello quando siamo arrivati e due signore vestite con le divise bianche del Taiji ci hanno accolti e fatti incontrare con i nostri futuri amici dello Staff Organizzativo. A ripensarci alcuni di loro sembravano quei personaggi dei fumetti giapponesi che ormai tutti noi appassionati conosciamo col nome di Manga. Eh sÏ c'erano un paio di tipi che erano proprio spassosi, facevano delle facce stranissime per esprimere dei concetti e degli stati d'animo che mi veniva da ridere al solo guardarli. Beh qualche volta mi sono dovuta trattenere altrimenti avrei fatto una figuraccia. Da quel momento in cui ho messo piede ad Hong Kong mi sono di sentita davvero me stessa, libera di essere quello che sono, di camminare spensierata in un posto che non conoscevo e di respirarne una bellissima sensazione perche' ti senti importante anche se non sei un' atleta professionista, perche' ci hanno fatti sentire tutti uguali, tutti con le stesse priorita', necessita', diritti e doveri. Il viaggio nel trenino elettronico telecomandato che dall' Aeroporto sull' Isola ci ha lasciato a Kwoo Loon permettendoci di guardare fuori dal finestrino come se stessimo su una giostra colorata giocherellando col piccolo monitor di cui era dotato ogni sedile. Incredibile era la prima volta che vedevo un treno cosÏ sembrava quasi il treno che viaggia dentro una avveniristica citta' del futuro.
- Foto, risate, sorpresa e stupore. L' albergo dove un sacco di persone si affrettano a ricevere informazioni, completare le ultime formalita', chiedere consiglio per le prime timide escursioni. Qualcuno e' giý' arrivato da giorni qualcuno ancora no. E l'albergo si popola di colori e fantasie che distinguono le divise delle varie squadre, qualcuno sta in jeans, qualcuno in tuta o divisa federale, insomma il mondo e' bello perche' e' vario.
- Finalmente il Welcome Party e la serata si anima offrendoci piccole rappresentazioni canore e musicali, brevi coreografie di danza, ed immancabilmente esibizioni di Wushu! La danza del leone, qualche taolu di chanquan e di dimostrativo e per rompere il ghiaccio chi vuole puo' salire sul palco ed esibirsi come vuole &noi forse per pigrizia, timidezza o per la tipica natura da Italiani che ci contraddistingue non ci siamo alzati ma neanche gli altri sembravano ancora pronti. I Neozelandesi si cimentano in una breve danza Maori, un ragazzo dell' Azerbaijan ci regala una canzone popolare ed infine invitati dallo Speaker la squadra Cinese ci offre un timido coretto &..beh abbiamo apprezzato di piu' il loro Wushu, non erano molto intonati purtroppo.
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- Inizia l'evento e la Serata di Gala si tinge di colori scuri, di gente incravattata e in tiro che comincia a creare file di persone abilmente guidate dal giovane corpo degli Scout fondata da un personaggio locale la cui statua e' sita nel ns. albergo e tiene per mano due bambini forgiati anch'essi dal bronzo o forse era piombo ?
- Il Colosseum comincia a fermentare, il pubblico vocifera e finalmente una alla volta le squadre vengono accompagnate dentro tra lo scroscio degli applausi locali per la sfilata di presentazione.
- Discorsi, presentazioni, saluti ed auguri per una buona riuscita dell' evento oltre ai ringraziamenti generali per tutti i partecipanti: atleti, tecnici, arbitri, personaggi politici ed a seguire fino ai membri dello Staff Organizzativo.
- Lo spettacolo inizia e mentre gli occhi cercano di aprirsi un varco nel buio artificioso del palazzetto ecco arrivare il gruppo di atleti Cinesi invitato appositamente per questa esibizione.
- Roteare di spade, passaggi di lancia, schiocchi di sciabola e salti, cadute, tecniche di molti stili alcuni che conosco altri che cerco di intuire ed ognuno di loro e' padrone della sua tecnica, del suo esercizio e ruba avidamente il consenso e le grida degli spettatori.
- Si sbizzarriscono in evoluzioni Marziali di ogni tipo e mi fanno pensare a quanto tempo, quanto sudore e quanto sacrificio sia costata questa perfezione quasi irreale che li rende unici ed indivisibili dalla propria mente e dal proprio corpo gestito quasi senza pensarci ma in realta' controllato fino all'ultimo tremito del pi˜ piccolo muscolo.
- Anche se da molto lontano, appostati sulle gradinate alte del palazzetto ho potuto "viaggiare" in questo spettacolo Marziale e respirare Wushu.
- &e poi Il Giorno Dopo &le competizioni iniziano come da scaletta e si susseguono rispettando gli orari in maniera impeccabile.
- Giorno per giorno ognuno di noi si prepara, un po' di riscaldamento muscolare, stretching e qualche tecnica da sfoggiare. Giunti al momento di guardarci allo specchio per l'ultimo controllo tiriamo un grosso respiro a pieni polmoni e ci auguriamo "In Bocca al LUPO!", cerchiamo di liberare la mente dalla tensione che comincia a farci vibrare come le corde di un violino in mano al musicista prima di un concerto.
- Cerchiamo di controllarci e di usare positivamente l'adrenalina che scorre rapidamente nel corpo. Cerchiamo di bilanciare i ns. pensieri per ottenere la giusta miscela vincente, qualche esitazione in cui l'istinto cerca di dominare la razionalitý in cui una sorta di panico tenta di afferrare la ns. mente come l'aquila artiglia la sua preda e di nuovo respiriamo, lentamente per sentirci forti, rapidi, precisi e sicuri.
- Ma non tutti ci riusciamo bene e sempre nello stesso modo perciÚ capita qualche imprevisto che purtroppo condiziona l'esito finale e dopo quei dieci minuti di nevrosi sportiva, quando la mente comincia a rallentare il passo come un cavallo che rallenta la sua cavalcata impazzita, allora ci accorgiamo che ancora non abbiamo raggiunto il giusto equilibrio.
- Ci accorgiamo che sarebbe bastato un pizzico in piu' di self-control per sorpassare elegantemente un' imprecisione e da lÏ l'esito sarebbe stato completamente diverso. Caspita! PerchÈ e' cosÏ difficile riuscire a conquistare quell'attimo fuggente che puÚ trasformare un'esecuzione in un successo?
- Quanto e' difficile questo Wushu &.non basta allenarsi, non basta sudare e provare le tecniche fino all'esaurimento. No e' necessario molto di pi˜. Bisogna conoscersi, rendersi consapevoli di quello che abbiamo dentro e di come va' tirato fuori, tutta la pratica che facciamo non deve renderci nÈ degli automi nÈ degli attori ma deve aiutarci a governare e controllare noi stessi per essere coscienti e consapevoli di quello che stiamo facendo.
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- I giorni passano e per rilassarci si fa' una visita ad un Tempio in cittý. Gente che prega, accende bastoncini di incenso, si fa' le carte e consulta gli oracoli della fortuna per sapere cosa di bello (e di brutto) prevede la loro sorte. Religiosi fumi ci avvolgono mentre passeggiamo e fotografiamo qua e la' noi stessi e ciÚ che abbiamo intorno; uomini, donne, bambini monumenti ed i leoni che sorvegliano l'entrata. Uno, feroce guardiano spalanca la bocca pietrificata mentre l'altra marzialmente domina il cucciolo che sta tra le sue zampe materne.
- E per non fare i soliti italiani abbiamo tentato di assaggiare diversi sapori &anche se quasi ce ne siamo pentiti. Finiti per sbaglio in un ristorante Giapponese di Hong Kong (roba da matti!) a mangiare spaghetti che io e Casavecchia abbiamo classificato non scotti ma molto di piu'! Un attimo di follia, forse dovuta alla fame, ci ha quasi spinti a rovesciare la ciotola in testa alla cameriera e spiegarle che i tempi di cottura non erano proprio esatti.
- Assaggini di fette di carne essiccata ed affumicata dal sapore dolciastro (tutto sommato non era male) pietanze non identificate ed alla fine il solito salto al Mac a prendersi un hamburger &..la fame e' proprio una brutta cosa!
- E tra la gaiezza, la prima timida stanchezza tipica del turista e tanta, tanta curiosita' camminate infinite per le strade quasi tutte uguali; visita alle Banche, veri modelli di organizzazione in cui le file si fanno a serpentina per risparmiare spazio e permettere una maggiore concentrazione di clienti. Pero' i dipendenti sono davvero solerti ed efficienti !
- Qualche senza tetto per le strade ci ha fatto ricordare che oltre a tante cose belle anche lÏ pero' c' Ë chi e' meno agiato e secondo me non vive bene come i nostri barboni perchÈ e' molto pi˜ magrolino e spesso molto pi˜ anziano. Tutti curvi e sofferenti ma ormai rassegnati alla loro esistenza. Insomma non ho potuto fare a meno di regalare qualche monetina a questi cittadini "silenziosi" che abitano gli angoli delle strade come la vecchina che vedevo ogni sera tornando in albergo e che in una lingua per me incomprensibile mi ringraziava dei pochi dollari che le offrivo. Oppure come quella vecchina povera ma sorridente che si accomodava davanti ad una delle banche seduta su di uno scatoletto in attesa di qualche spicciolo.
- Ma finalmente l'ultimo giorno di gara un buon risultato anche se la fortuna mi e' stata vicina al 50% ma almeno posso dire di aver conquistato un titolo. Un titolo che considero importante perchÈ sudato davvero in mezzo alle 7 atlete asiatiche che si sono classificate. Un titolo che mi rende contenta perchÈ unica occidentale tra loro, perchÈ unica italiana, perchÈ una delle piu' anziane insieme alla Campionessa di Nanquan di Hong Kong ma soprattutto perchÈ classificata in nome di Li Rong Mei e della nostra scuola.
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- E dopo la conquista del Certificato di Qualificazione (che lotta farsi capire quando la lingua e' cosÏ diversa e non solo quella), tra gente confusa che parlava Cinese, Inglese, Italiano e chissý cosa eccoci a fare l'ultima visita ad Hong Kong nel mercatino per comprare tutto all'ultimo momento perchÈ prima non c'Ë stato il tempo.
- Una camminata di tutta fretta in mezzo al mercato ormai conosciuto come le ns. tasche per acquistare qualche maglietta, braccialini e VCD (video cd) di film di Jet Li (indimenticabile Li Lian Jie famosissimo atleta di Pechino piu' volte campione in piu' specialita') come il vecchissimo "Il Tempio di Shaolin".
- Ma in mezzo a questa fretta ho dimenticato la cosa pi˜ sciocca &comprare delle cartoline che avrei voluto mandare a tutti quelli che sentivo vicini, pazienza le foto saranno testimoni di questi viaggio.
- Un viaggio in cui ho avuto occasione di fare diverse amicizie alcune delle quali vorrei mantenere come Karen la piccola Manga dello Staff di Hong Kong,
Gora nuovo amico della Naz. Indonesiana di Wushu col quale ci siamo scambiati la giacca delle nostre tute (lui mi ha regalato anche la sua maglietta fortunatamente). Sandra deliziosa amica della Naz. Portoghese con la quale abbiamo ripetuto il rito dello scambio di maglietta per sugellare la nostra amicizia e Kathy giovane cinese della Naz. Canadese. E tanti tanti altri alcuni dei quali senza nome ma con i quali si condivide un sorriso, una gioia del momento oppure due chiacchiere quando finisci la gara e quando la sera del Party finale ci si saluta e ci si scambia il biglietto da visita (cerimonia importantissima perciÚ fondamentale esserne forniti).
- E la fine, che sempre arriva prima o poi eccola dietro l'angolo che ci aspetta nel pulmino che mi riporterý all'aeroporto per il volo di ritorno. Dopo un'intera mattinata a preparare le valigie (ho dovuto comprare un altro zaino in pi˜), eccomi a caricare le valigie sul pulmino dopo aver chiacchierato col Maestro Li Rong Mei ormai e' giunto il momento di ripartire e quindi arrivano i saluti &un po' triste salutarsi dopo una settimana passata sempre insieme a chiacchierare e praticare.
- Eccomi a salutare lei, con la quale in queste occasioni ho sempre il piacere e l'onore di condividere la stanza. Con lei che mi consiglia e mi racconta le vicende della giornata per distrarmi prima di andare a dormire, per rendermi partecipe per farmi crescere e qualche volta anche per farmi sorridere.
- Eccomi a salutare il mio Maestro, l'amica di sempre, la mia cara sorella del Wushu (mi piace pensare cosÏ), eccola lÏ che mi abbraccia e ci salutiamo un po' malinconiche a trattenere qualche lacrima, per separarci ma per riunirci poi al suo ritorno dalla Cina.
- I saluti sono un po' tristi se penso che non rivedrÚ tanto presto tutte le persone che ho conosciuto e che non parlerÚ pi˜ in inglese con Karen che prima di salutarmi piange a dirotto perchÈ anche lei e' triste e non vuole che tutto questo meraviglioso mondo abbia fine.
- Ecco finalmente, comincio a sentirne il bisogno, la fine del viaggio.
- Viaggio che oltre ad un Campionato e' stato un altro viaggio dentro di me e dentro lo sconfinato universo del Wushu.
- Il Wushu dal quale ho avuto tanto, non solo il risultato sportivo ma anche tante cose magari semplici ma vere che mi piace ricordare scrivendo questo piccolo diario di viaggio che spero sia d'aiuto e di stimolo non solo per me stessa ma anche per gli altri studenti della nostra Scuola che cominciano a crescere come timidi girasoli rivolti verso il nostro giovane sole Li Rong Mei e circondati dalle protettive, capaci ed esperte braccia di Sergio Casavecchia ed Elsa Manenti che intorno a noi hanno saputo costruire una meravigliosa Scuola.
- E per concludere aggiungo qualcosa di estremamente personale che ho imparato e che vorrei tutti potessero prima o poi provare.
Qualche volta mi e' capitato di vedermi mentre praticavo, era come se stessi accovacciata sulla mia testa e seguissi i miei movimenti da fuori, era come vedermi in soggettiva. I movimenti che facevo erano del ritmo giusto ma nella mia "vista" era come se li prevenissi e sapessi cosa veniva dopo senza pero' essere preda della fretta, mi vedevo lentamente ma in realtý il mio tempo era veloce ed i movimenti corretti e precisi . Purtroppo non sempre riesco a "vedermi" ma non mi cruccio per questo, so che ci vuole ancora pi˜ pratica, ancora pi˜ volonta' e tenacia ed allora mi vedro' sempre, ne' sono sicura &anzi sicurissima Grazie a Sergio Casavecchia per avermi dedicato questa pagina su http://www.taiji.it
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