Atleta di Taolu o di SANDA?
Mi presento, io sono Fabrizio Schiazza, 20 anni, cintura nera di wushu della società Abruzzese SHAOLIN WUSHU KUNG-FU (ch), e sono qui per raccontare della mia più grande passione e della domanda che qualche anno fa cominciai a farmi.
Iniziai a praticare il Wushu nel 1992. Amavo ed amo il combattimento e tutto ciò che rappresenta e non ho avuto dubbi sin dall’inizio a gettarmi a capofitto nei duri allenamenti di SANDA (sanshou). Parallelamente, però, seguivo assiduamente anche il TAOLU (forme tradizionali e da competizione) che mi aiutavano ad avere maggiori prestazioni e capacità tecniche per il combattimento.
Diventato agonista nei combattimenti all’età di 16 anni, nel mio primo Campionato Italiano, ottenni subito le ambite soddisfazioni che mi aspettavo.
Fortuna? Capacità e duro allenamento? Queste le domande che chiunque si porrebbe. Forse, aggiungo io, sicuramente l’una e l’altra ma di certo un buon inizio da non scordare mai.
Continuai a gareggiare piazzandomi sempre sul podio a livello nazionale nella mia categoria. Seguitavo, però, ad allenarmi ancora anche nelle forme che erano diventate per me motivo d’orgoglio personale nelle svariate esibizioni cui i miei Istruttori mi facevano partecipare.
Decisi così un bel giorno di portare al Campionato Italiano, oltre al sanda, anche il mio primo Taolù a mani nude (Nanquan).
Inutile dirvi la difficoltà iniziale che ho avuto gareggiando per la prima volta ad un torneo assoluto di forme. Gli atleti con cui ho gareggiato, erano ai miei occhi straordinari, e vedevo soprattutto una dedizione completa nelle forme che io non avevo perché gareggiavo anche nel sanda. Andando avanti col tempo e nella pratica del Taolù, ho visto in me notevoli miglioramenti e un’accesa e nuova passione per questa specialità. La scelta nel campo sul quale gettarmi poco dopo è stata difficile, ma provvidenziale è stato anche l’incontro con un maestro a dir poco eccezionale, parlo del Gran Maestro Li Rong Mei che ne ha determinato poi l’esito finale. La sua velocità d’esecuzione nelle tecniche, l'immensa abilità nel maneggiare le armi del wushu e nell’eseguire tecniche che solo prima consideravo da "film", lo sguardo impenetrabile e deciso, le sue incredibili prestazioni atletiche, hanno acceso in me quella voglia di apprendere tanta purezza di movimento e tanta perfezione "artistica" da farne una meta di vita. Per quanto potrà essere difficile, per quanto tempo mi sarà possibile dedicare a questa disciplina, voglio seguire tutti gli accorgimenti e le attenzioni del M° per poter fare il meglio perché ho scoperto con le forme un nuovo mondo cui prima non pensavo e che solo una dura pratica mi ha fatto valutare, ancora piena di lacune e di miglioramenti che posso riuscire a raggiungere. Sulla pedana del taolù sei solo contro te stesso ed i tuoi errori, a combattere contro le tue emozioni e le tue tensioni ed il vederli domati da un’ottima prestazione è un’emozione che ci fa sentire appagati e sicuri con se stessi. Secondo me questo è il succo dello sport e di qualsiasi arte marziale, il riuscire a domare le proprie emozioni e il trarre la loro energia nel momento più opportuno. Ho scoperto che per ammirare me stesso ed essere sicuro della mia personalità non ho bisogno di salire per forza su una pedana di sanda e battere il mio avversario….Il mio primo avversario l’ho davanti ogni mattina quando allo specchio inizio a farmi la barba J .