Dall’antico LeiTai a Nankino.
Il Sanda è il combattimento sportivo a contatto pieno originato dal Wushu
moderno. Combattimenti di Sanda si possono vedere ormai durante qualsiasi gara
o manifestazione relativa al Wushu e sta conoscendo la via del professionismo
in qualche nazione, negli USA in particolare. Pur apparendoci come una
disciplina nuova, le sue origini si perdono nelle scuole di Wushu cinesi,
esistenti dalla notte dei tempi delle arti marziali. In principio c’era il
LeiTai, termine con il quale siamo soliti indicare la piattaforma rialzata dove
si svolgono i combattimenti: due contendenti si confrontavano applicando le
tecniche più efficaci apprese durante la pratica, con l’obiettivo di mettere KO
l’avversario. Tutte le più efficaci tecniche di lotta e di presa venivano
applicate insieme alle oggi più note tecniche di calcio e di pugno. I
contendenti potevano combattere a mani nude o con armi praticamente senza
regole prefissate. Insomma un combattimento completo dove ogni scuola poteva
esprimersi secondo il proprio stile. Purtroppo quel genere di combattimento, in
cui i contendenti miravano a dimostrare la loro superiorità mettendo KO
l’avversario, spesso si concludevano in maniera cruenta, con infortuni gravi
che compromettevano l’attività dei combattenti e a volte la morte, per via
delle devastanti tecniche eseguite. Pare che durante i campionati nazionali
cinesi di Wushu del 1928 a Nankino (Cina orientale) si svolsero sul LeiTai dei
combattimenti di una tale brutalità che ai 12 finalisti fu proibito di
combattere per non rischiare di perdere la vita (fonte www.sanshou.com). Tutto questo era insostenibile.