Il regolamento del Sanda è stato concepito per donare a questa specialità una notevole fluidità pur consentendo una notevole varietà di tecniche. Proprio per questo sono state tolte le prese bloccanti alle articolazioni (patrimonio del combattimento del Wushu ed ereditate dal Ju Jitsu) mentre sono stati introdotti dei limiti di tempo (una sorta di timeout) alle tecniche di proiezione. In fondo il combattimento cinese è quanto di più antico ci sia nel panorama delle Arti Marziali. Dalla sua completezza ne deriva però l'impossibilità pratica di apprendere tutte le tecniche, per cui sono nati gli stili ed altre Arti Marziali hanno fondato su questi le loro basi, avendo così una notevole evoluzione nei campi specifici (tecniche di percussione, tecniche di lotta, tecniche di presa). Il regolamento del Sanda non è comunque da tutti condiviso, tant'è che in altri paesi le federazioni che promuovono questo sport lo hanno in parte modificato. Non mi sento di condividere in pieno queste iniziative, anche se personalmente ritengo che alcune limitazioni ne penalizzino l'efficacia e la spettacolarità. Troverei utile che la Cina, come fece quando il Sanda fu definito, riunisse le maggiori organizzazioni per poter rivedere il regolamento, in virtù di quello che si è potuto osservare in questi anni. Di seguito riporto il regolamento che si rispetta nelle competizioni amatoriali internazionali, ovvero il Regolamento Federale di Sanda che la FITAK in Italia ha mutuato dalla International Wushu Federation.
Il combattimento ha luogo su una pedana rialzata delle dimensioni di 8x8 metri, senza corde (evocante l'antico LeiTai).
La durata dell'incontro è di due ripreseda due minuti ciascuna, con la disputa di una eventuale terza ripresa in caso di parità. L'intervallo tra una ripresa e l'altra e' di un minuto.
Le operazioni di peso, effettuate dal gruppo dei giudici, devono completarsi entro un'ora, pena l'esclusione dalla gara. L'atleta che dovesse risultare di peso inferiore al limite minimo della categoria di appartenenza potrà comunque gareggiare nella categoria per la quale si è iscritto. L'atleta di peso eccedente il limite massimo della categoria di appartenenza sarà costretto a rinunciare alla competizione se non rientrerà sotto il peso massimo previsto dalla relativa categoria entro il limite di tempo della pesatura.
Per l'incontro l'atleta deve essere a piedi scalzi ed indossare le seguenti protezioni: caschetto, paradenti, corpetto, guantoni senza lacci, conchiglia, paratibie lunghi con protezione del collo del piede ma che lascino le dita libere. Il peso dei guantoni dovrà essere di otto once per gli atleti dino a 65 Kg e di dieci once per le categorie superiori. Il colore delle protezioni deve essere rosso o nero così come per la maglietta (senza colletto e a maniche corte) e per i pantaloncini. Per l'Italia gli atleti vestono di colore nero.
Le tecniche ammesse, attingibili da qualsiasi stile di Wushu, comprendono calci, pugni, spazzate e proiezioni. I bersagli legittimi sono testa, busto e gambe (compresa la parte bassa) con l'esclusione delle articolazioni. E' invece severamente vietato: colpire con i gomiti o le ginocchia o la testa, usare tecniche di torsione delle articolazioni, attaccare l'avversario quando questi è al tappeto, usare tecniche di proiezione atte a far cadere l'avversario a testa in giù, cercare di mettere al tappeto l'avversario usando il proprio peso. E' altresì proibito portare colpi in successione alla testa (questa è una regola piuttosto controversa). I bersagli non ammessi comprendono nuca, collo, gola, occhi ed inguine.
La vittoria assoluta viene assegnata nei seguenti casi:
Tre punti vengono assegnati ad un atleta nei seguenti casi:
Due punti vengono assegnati ad un atleta nei seguenti casi:
Ogni volta che l'atleta colpisce l'avversario continuativamente, in successione o contemporaneamente il massimo punteggio assegnabile sarà due punti.
Un punto viene assegnato ad un atleta nei seguenti casi:
Nessun punto viene assegnato nei seguenti casi: